Mediterraneo, un mare da scoprire

I Vincitori del Concorso Fotografico di WWF S.U.B. 2020

Categoria Amatori

Il Mare e il suo Ambiente

Marta Panero, Il Mare e il suo Ambiente
Polpo comune (Octopus vulgaris) - Capo Noli, 5 metri

Marta Panero

L’immagine si compone di due elementi: il polpo e la plastica.

Il polpo è diffuso in tutto il Mediterraneo e vive nelle cavità dei fondali rocciosi, nascondendosi anche in aperture molto strette – come nel caso di questa foto. Il polpo è un animale particolarmente complesso, con i suoi tre cuori (uno principale, gli altri due vicino alle branchie) e un set di neuroni per ogni tentacolo che controlla ciascun “braccio” in modo indipendente. Specie intelligente, hanno un genoma più ampio di quello umano con 33.000 geni codificanti.

Anche questa specie, come molte altre, deve fare i conti con i drammatici impatti della plastica, una delle minacce principali del nostro mare. Nella foto è ben evidente un’esca di fondo, proprio all’entrata della tana del polpo. Nel Mediterraneo, ogni anno, finiscono 570mila tonnellate di plastica da diverse fonti – e la pesca ricreativa è una di queste.

Matteo Lascar, Il Mare e il suo Ambiente
Diver con gruppo di sardine (Sardina pilchardus) - sito di immersione "L'Isola" (Livorno), 30,5 metri

Matteo Lascar

Nella foto è ritratto un sub circondato da un banco di sardine.

La sardina (Sardina pilchardus) è una specie gregaria che, in ogni stadio vitale, forma banchi di notevoli

dimensioni, fitti e ordinati, che rimangono in profondità durante il giorno per risalire in superficie la notte per nutrirsi. In alto Adriatico, la sardina è un importante specie commerciale e questo stock è attualmente considerato sovrasfruttato. Uno dei problemi principali di questo stock è la cattura di forme postlarvali, commercialmente note come bianchetto, illegale nell’Unione Europea.

La Grande Bellezza

Alessandra Puccini, La Grande Bellezza
Murena comune (Muraena helena) e Caulerpa racemosa - Capo Calvo (Isola d'Elba), 15,6 metri

Alessandra Puccini

Nella foto si può vedere una murena comune (Muraena helena) nella sua tana, circondata da talli di Caulerpa racemosa.

La murena comune, o murena mediterranea, è una specie solitaria e territoriale, che in genere si trova in cavità e anfratti dei fondali rocciosi. Trascorre le ore diurne della sua tana, per poi uscire a cacciare la notte grazie al suo olfatto molto sviluppato. Questa specie è comunemente osservata con la bocca aperta, ma non è segno di aggressività – questa posizione facilita infatti la respirazione.

Di fianco alla tana della murena, sono visibili di talli di Caulerpa racemosa, un’alga verde ampiamente diffusa nelle regioni tropicali e temperato-calde. Nel Mediterraneo, però, questa specie è invasiva – e osservata per la prima volta nel 1991 in Libia (Caulerpa racemosa var. Cylindracea). Nel nostro mare, popolazioni di questa specie sviluppatesi recentemente si trovano vicino ai porti, suggerendo una sua introduzione tramite traffico navale.

Questa foto mostra la convivenza tra specie native e specie invasive nell’ecosistema marino.

Le Specie Rare e Aliene

Marta Panero, Le Specie Rare e Aliene
Opercolo di una conchiglia - Capo Noli, 7 metri

Marta Panero

La rarità della foto è rappresentata dall’opercolo chiuso della conchiglia.

L’opercolo è una struttura calcarea o cornea che caratterizza molte – ma non tutte – lumache marine, gasteropodi (una classe di Molluschi). Attaccata al piede dell’animale, quest’ultimo usato per il movimento, questa struttura è usata come difesa da possibili predatori, chiudendo l’apertura della conchiglia e “sigillando” così l’animale all’interno.

Sebbene alcuni opercoli siano quasi traslucidi e di colore giallo-marrone, molti possono essere complessi e più colorati – possono avere una struttura concentrica, embricata, spirale, multispirale e altre ancora.

Categoria Professionisti

Il Mare e il suo Ambiente

Alfredo Milazzo, Il Mare e il suo Ambiente
Murena intrappolata in una rete - Riserva Marina del Plemmirio (SR) (Lingua del Gigante), 33 metri

Alfredo Milazzo

La rete è stata calata da pescatori di frodo nella Riserva Marina del Plemmirio, in zona A – un’area di riserva integrale in cui sono vietate tutte le attività che possono recare danno o disturbo all’ambiente marino. Nella rete, sono stati trovati intrappolati anche numerosi pesci, di cui alcuni – insieme a un’aragosta, un polpo e una seppia – sono riusciti a liberarsi. Così come la murena nella foto.

Questa foto è una testimonianza del bycatch, o cattura accidentale, che coinvolge molte specie del nostro Mediterraneo.

La Grande Bellezza

Alfredo Milazzo, La Grande Bellezza
Riccio reale (Sphaerechinus granularis) - Scilla, 6 metri

Alfredo Milazzo

La foto ritrae un riccio reale, o riccio regina (Sphaerechinus granularis), “ancorato” al fondale roccioso. Questa specie, un Echinoderma, è diffusa nel Mediterraneo e nell’Atlantico, e vive sui fondali rocciosi e le praterie di posidonia, in genere fino ai 30 metri – ma è stato osservato anche fino a 100 metri di profondità. Le sue spine in genere sono tra il marrone e il viola, con le punte bianche bene in evidenza.

Questo riccio, nella sua posizione, sembra “fare a gara con il sole”.

Le Specie Rare e Aliene

Alfredo Milazzo, Le Specie Rare e Aliene
Murena orientale (Enchelycore anatina) - Riserva Marina del Plemmirio, 15 metri

Alfredo Milazzo

La foto ritrae una murena orientale (Enchelycore anatina) avvistata nella Riserva Marina del Plemmirio, nel Mar Ionio. L’esemplare nella foto è un giovane, non più lungo di 30 centimetri. Dal caratteristico colore giallo acceso, i suoi denti sono trasparenti. Come le altre murene, è un predatore “sedentario” che aspetta le sue prede nascosto nelle cavità del fondale.

Questa specie subtropicale è ampiamente diffusa nelle acque dell’Atlantico orientale, ma relativamente pochi avvistamenti sono stati registrati nel Mediterraneo. Osservata per la prima volta nel 1980 in acque israeliane, è stata registrata nel mar Ionio per la prima volta solo nel 2012.

I Selfie dei nostri vincitori con il pandino del WWF Italia

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Ancora complimenti, Ocean Heroes!